PFAS negli imballaggi alimentari: Rischi e risposte
- Karine Morel
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Sommario
Le sostanze per- e polifluoroalchiliche, più comunemente note con l’acronimo PFAS, sono sostanze chimiche onnipresenti nella nostra vita quotidiana. Si trovano in una vasta gamma di prodotti, dagli imballaggi alimentari ai tessuti impermeabili. Tuttavia, la loro natura persistente e il loro impatto sull’ambiente e sulla salute umana destano crescenti preoccupazioni.
Definizione dei PFAS
Le sostanze per- e polifluoroalchiliche, dette PFAS, sono sostanze chimiche ampiamente utilizzate in numerosi prodotti industriali e di consumo grazie alle loro proprietà uniche. Sono note per la loro resistenza all’acqua e per le loro proprietà barriera contro i grassi.
Si trovano in prodotti di uso quotidiano come imballaggi alimentari, tessuti impermeabili, prodotti per la cura personale e schiume antincendio.
Importanza del loro utilizzo in diversi prodotti
I PFAS sono ampiamente diffusi nella nostra vita quotidiana! Si trovano negli imballaggi alimentari, nei tessuti, nei cosmetici, nei rivestimenti antiaderenti (padelle), ecc.
Preoccupazioni ambientali e per la salute umana
Tuttavia, i PFAS sono inquinanti “eterni” che non si degradano facilmente nell’ambiente.
La loro presenza diffusa in acqua, suolo e aria suscita crescenti preoccupazioni. Infatti, i governi sono preoccupati a causa della loro tossicità e della loro capacità di accumularsi negli organismi viventi, compreso l’uomo.
Studi hanno associato i PFAS a diversi effetti nocivi sulla salute.
Sono noti per la loro capacità di interferire con il sistema endocrino. Questa interferenza può provocare squilibri ormonali e problemi di salute, inclusi disturbi della riproduzione, problemi di sviluppo e disfunzioni del sistema immunitario.
Inoltre, studi hanno dimostrato che l’esposizione ai PFAS è associata a un aumento del rischio di cancro.
Normativa
A causa di queste preoccupazioni, sono state emanate numerose normative per limitare l’uso dei PFAS e ridurne la presenza nell’ambiente.
A livello europeo
Il regolamento europeo REACH (Registrazione, Valutazione, Autorizzazione e Restrizione delle Sostanze Chimiche) è una normativa implementata per garantire la sicurezza nella produzione e nell’uso delle sostanze chimiche in Europa.
REACH mira a proteggere le persone e l’ambiente assicurando che tutte le sostanze chimiche utilizzate in Europa siano correttamente registrate, valutate e controllate.
Il regolamento sui POP (Inquinanti Organici Persistenti), istituito dalla Convenzione di Stoccolma, ha progressivamente vietato diverse sostanze chimiche pericolose:
PFOS (acido perfluorottansolfonico) dal 2009
PFOA (acido perfluorottanoico) da luglio 2020
PFHxS (acido perfluoroesansolfonico) da giugno 2022
Questi divieti si applicano non solo alle sostanze chimiche pure, ma anche quando sono componenti di prodotti finiti o incorporate in miscele, a condizione che la loro concentrazione superi determinate soglie specifiche.
Il regolamento garantisce quindi di limitare l’esposizione a queste sostanze pericolose, sia che siano presenti in prodotti singoli, articoli manufatti o preparazioni chimiche.
Inoltre, esistono norme europee che regolano la qualità dell’acqua destinata al consumo umano, definite nella Direttiva Europea sulle Acque Destinate al Consumo Umano.
L’Allegato I della Direttiva EDCH europea specifica le concentrazioni massime autorizzate per i PFAS. Questi limiti mirano a garantire la sicurezza e la salute dei consumatori controllando la presenza di sostanze potenzialmente nocive nell’acqua potabile.
La Direttiva europea sulle sostanze prioritarie per la politica idrica, datata 12 agosto 2013, stabilisce uno standard di qualità ambientale per il PFOS e i suoi derivati.
Infine, esiste il Regolamento UE 10/2011. Quest’ultimo riguarda i materiali e gli oggetti in plastica destinati a entrare in contatto con gli alimenti.
Questo regolamento stabilisce limiti di utilizzo, in particolare per i sali di ammonio del PFOA (acido perfluorottanoico) e del PFPoA (perfluorottanoato di potassio), oppure limiti specifici di migrazione espressi in milligrammi di sostanza per chilogrammo di alimento.
In altre parole, fissa soglie da non superare per la presenza di determinate sostanze negli imballaggi plastici destinati al contatto con alimenti, al fine di garantire la sicurezza alimentare.
A livello nazionale
Le leggi francesi integrano le direttive e i regolamenti dell’Unione Europea. Tra queste si ricordano in particolare:
L’ordinanza n. 2022-1611 del 22 dicembre 2022 relativa all’accesso e alla qualità delle acque destinate al consumo umano
Il decreto del 2 febbraio 1998 sulle emissioni della maggior parte degli impianti classificati per la protezione ambientale (ICPE) soggetti ad autorizzazione, che menziona il PFOS fissando un limite di concentrazione di 25 µg/l nelle acque scaricate nell’ambiente naturale
Il programma di monitoraggio dello stato delle acque in Francia, recentemente revisionato dal decreto del 26 aprile 2022, che integra per le acque sotterranee i 20 PFAS elencati dalla Direttiva EDCH di dicembre 2020, e il PFOS per le acque superficiali
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Conclusione
In conclusione, i PFAS rappresentano una sfida importante per la salute umana e ambientale. Sono onnipresenti nella nostra vita quotidiana e persistono nell’ecosistema. I loro effetti nocivi sulla salute richiedono un’azione normativa rigorosa.
Alcune iniziative sono state passi essenziali per ridurre l’esposizione ai PFAS. Tuttavia, ulteriori misure a livello nazionale e internazionale sono attese per controllare efficacemente queste sostanze e proteggere la salute pubblica e ambientale.
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