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Come ridurre i disturbi muscoloscheletrici degli operatori logistici?

Sommario

Ridurre i disturbi muscoloscheletrici richiede innanzitutto di eliminare i movimenti inutili. Nell’intralogistica, ciò significa in particolare evitare di avvolgere e poi svolgere, oppure di reggiare e poi rimuovere la reggiatura dalla stessa paletta più volte.

I disturbi muscoloscheletrici colpiscono muscoli, tendini e articolazioni. Interessano spesso la schiena, le spalle, i gomiti e i polsi.

Nel 2024, rappresentavano l’88% delle malattie professionali in Francia. Anche la movimentazione manuale dei carichi era responsabile del 50% degli infortuni sul lavoro, secondo l’Assurance Maladie Rischi professionali francese.

In un magazzino, esistono diverse possibilità per ridurre i rischi: eliminare le attività inutili, migliorare la postazione di lavoro, utilizzare ausili meccanici e rafforzare la stabilità dei pallet.

1- Perché i disturbi muscoloscheletrici sono così frequenti nella logistica?

I preparatori di ordini e gli operatori logistici svolgono numerose attività fisicamente impegnative:

  • sollevare o spostare carichi pesanti;
  • spingere o tirare i pallet;
  • lavorare vicino al pavimento o con le braccia sollevate;
  • girare intorno a un pallet per avvolgerlo;
  • effettuare la reggiatura manuale;
  • riposizionare i colli che sono scivolati;
  • ricostruire un pallet instabile.

Questi movimenti ripetitivi sottopongono la schiena e gli arti superiori a sollecitazioni. I rischi aumentano con il peso dei prodotti, il ritmo di lavoro e la durata dello sforzo.

L’instabilità del carico aggiunge ulteriori attività. Gli operatori devono riallineare i colli, aggiungere film o ricostruire una parte del pallet.

Un operatore non deve mai cercare di trattenere un carico che sta per cadere. L’area deve essere messa in sicurezza e il pallet deve essere movimentato nuovamente utilizzando un mezzo adeguato.

2- Avvolgimento e reggiatura manuale: quali sono i rischi?

L’avvolgimento manuale obbliga l’operatore a girare intorno al pallet. Deve chinarsi, rialzarsi e tendere il film con le braccia.

Anche la reggiatura manuale può richiedere sforzi di trazione. La difficoltà dipende dall’attrezzatura, dalla posizione del corpo e dal numero di pallet preparati.

Il film e la reggiatura rimangono necessari in molte operazioni di trasporto. L’obiettivo non è eliminarli in ogni caso. Si tratta soprattutto di evitare di utilizzarli più volte per lo stesso pallet durante il processo logistico.

3- Quali azioni permettono di ridurre i disturbi muscoloscheletrici nella logistica?

1. Eliminare i movimenti inutili

Il primo passo consiste nell’eliminare le attività che non aggiungono valore.

Nell’intralogistica, un pallet può essere avvolto per uno spostamento interno e poi svolto nella fase successiva. Può inoltre essere reggiato, sreggiato e nuovamente reggiato prima della spedizione.

Queste operazioni moltiplicano:

  • gli spostamenti intorno al pallet;
  • le flessioni e le rotazioni della schiena;
  • gli sforzi legati alla reggiatura manuale;
  • i movimenti ripetitivi;
  • il consumo di film e reggetta;
  • i rifiuti di imballaggio.

È quindi necessario analizzare ogni fase della catena logistica. Questa analisi permette di distinguere tra il fissaggio necessario per il trasporto e il fissaggio provvisorio utilizzato in magazzino.

Un semplice sistema di gestione può monitorare il numero di operazioni di avvolgimento, le rilavorazioni e i pallet danneggiati. Questi dati aiutano a mettere in atto azioni concrete.

2. Migliorare la postazione di lavoro

L’ergonomia nella logistica deve essere adattata al lavoro effettivamente svolto. Un tavolo elevatore può mantenere i prodotti a un’altezza di lavoro adeguata. Un trasportatore, un pallettizzatore o un cobot può limitare la movimentazione manuale di carichi pesanti.

I preparatori di ordini devono essere coinvolti in questo processo. Conoscono i movimenti che effettuano e le difficoltà che incontrano.

3. Migliorare la configurazione del pallet

Un pallet ben costruito richiede meno correzioni. È necessario controllare:

  • la distribuzione del peso;
  • l’allineamento dei colli;
  • la resistenza degli imballaggi;
  • l’altezza del carico;
  • la posizione del baricentro.
4. Aumentare l’attrito tra i prodotti

Gli imballaggi scivolosi riducono la coesione del carico. Un intercalare antiscivolo aiuta a mantenere i prodotti in posizione.

Questa soluzione agisce all’interno del pallet. Può limitare le correzioni manuali senza aggiungere un rinforzo pesante.

4- Come può aiutare la COMBO Solution di CGP?

La COMBO Solution de CGP combina tres productos para garantizar la estabilidad de las cargas:

Esta combinación actúa en tres niveles. Puede reducir los deslizamientos, determinadas operaciones de reacondicionamiento manual y los movimientos repetitivos en logística.

STABUSTOP® estabiliza la base

STABUSTOP® se coloca sobre el palé, debajo de la primera capa de productos. Su superficie antideslizante limita el desplazamiento de los paquetes en la base.

Una primera capa estable mejora la cohesión del conjunto del palé.

STABULON® limita los deslizamientos

STABULON® se coloca entre las diferentes capas. Aumenta la fricción y ayuda a mantener los paquetes en su posición.

Por lo tanto, puede reducir las correcciones manuales y los palés que deben volver a prepararse. El resultado depende de los embalajes, del peso y de la configuración del palé.

STABUSTRAP® simplifica la sujeción provisional

STABUSTRAP® es una banda elástica fácil de colocar. Mantiene una carga durante su preparación, almacenamiento de corta duración o desplazamientos internos.

Puede evitar determinadas operaciones de enfardado con film o de flejado provisional. El operador ya no necesita envolver y desenvolver el mismo palé varias veces.

STABUSTRAP® no siempre sustituye al embalaje final previsto para el transporte. Una prueba debe confirmar su idoneidad para cada aplicación.

5- ¿Cómo medir los resultados?

Antes de implementar la COMBO Solution, es necesario medir:

  • el número de vueltas de film;
  • las operaciones de flejado manual;
  • el tiempo de preparación;
  • las correcciones realizadas en los palés;
  • los incidentes durante los flujos de transporte;
  • la cantidad de residuos generados.

Durante la prueba se realizan las mismas mediciones. Esta comparación permite evaluar los efectos sobre el puesto de trabajo y el proceso logístico.

También debe tenerse en cuenta la opinión de los operadores. Permite identificar las mejoras reales y las dificultades que aún persisten.

Preguntas frecuentes

¿Un palé estable es suficiente para evitar los TME?

No. Una mayor estabilidad puede reducir determinadas operaciones de reacondicionamiento. La prevención también debe actuar sobre las cargas pesadas, las herramientas, la altura de trabajo y el ritmo de trabajo.

¿STABUSTRAP® sustituye al film estirable?

Puede sustituir determinadas vueltas de film utilizadas para la sujeción provisional. Sin embargo, no siempre sustituye al embalaje final necesario para el transporte.

¿Los intercaladores antideslizantes son adecuados para todas las cargas?

No. Su elección depende de los productos, los embalajes y el peso del palé. También deben estudiarse las condiciones encontradas en la cadena de suministro.

Conclusión

Reducir los TME de los operadores logísticos comienza por eliminar los movimientos innecesarios. Envolver y luego desenvolver, o flejar un palé varias veces, aumenta el esfuerzo físico sin mejorar necesariamente el flujo.

La COMBO Solution de CGP ofrece una solución adaptada a determinados flujos intralogísticos. STABUSTOP®, STABULON® y STABUSTRAP® trabajan conjuntamente para estabilizar la carga y limitar las operaciones de reacondicionamiento.

Una prueba en el puesto de trabajo permite medir los movimientos evitados, el ahorro de tiempo y la reducción de residuos.

Lo esencial

  • La primera acción consiste en eliminar los movimientos que no aportan valor.
  • La manipulación manual de los palés debe reducirse.
  • Una carga estable requiere menos correcciones.
  • La COMBO Solution actúa en la base, entre las capas y alrededor del palé.
  • Cada solución debe probarse en condiciones reales.
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