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Centri di distribuzione automatizzati: le nuove regole della pallettizzazione

Sommario

Depallettizzazione automatizzata: perché i fogli interfalda per pallet sono diventati un elemento strategico

1- Quando la stabilità del pallet incontra l'automazione logistica

Negli ultimi anni i centri di distribuzione automatizzati si sono sviluppati rapidamente, trainati dalla robotizzazione dei magazzini, dalla carenza di manodopera e dalla continua ricerca di una maggiore produttività.

Questa evoluzione ha modificato profondamente i requisiti richiesti alle unità logistiche.

In passato, un pallet doveva soprattutto arrivare integro a destinazione.

Oggi, inoltre, deve poter essere movimentato, stoccato, trasportato, privato del film estensibile e successivamente depallettizzato automaticamente da apparecchiature robotizzate senza causare blocchi, fermi linea o interventi manuali.

In questo contesto, la depallettizzazione è diventata un tema strategico per tutti gli attori della Supply Chain.

2- La depallettizzazione: un processo critico ma spesso sottovalutato

La depallettizzazione consiste nella rimozione automatica o manuale dei prodotti da un pallet per indirizzarli verso una linea di preparazione ordini, stoccaggio o produzione.

Nei centri di distribuzione automatizzati, questa operazione viene generalmente eseguita mediante:

  • sistemi Layer Picker, che prelevano un intero strato di prodotti;
  • sistemi Pallet-to-Tray, che rimuovono gli strati in successione prima di alimentare gli impianti automatizzati.
Excalibur, coupeuse d'intercalaire et Stabulon océan, intercalaire antiglisse hydrophobe

Per funzionare correttamente, questi sistemi richiedono carichi perfettamente stabili e prevedibili.

La minima anomalia può provocare:

  • fermi linea;
  • errori di presa;
  • prodotti rovesciati;
  • danni agli imballaggi;
  • una significativa riduzione della produttività.

Proprio per rispondere a queste esigenze, produttori e distributori hanno sviluppato raccomandazioni comuni attraverso lo standard GS1.

3- GS1: il riferimento indispensabile per i centri logistici automatizzati

La guida GS1 Automated Distribution Centre è stata sviluppata congiuntamente da importanti aziende manifatturiere e distributori come Nestlé, Unilever, Coca-Cola, Carrefour, Colruyt e Les Mousquetaires.

Il suo obiettivo è semplice: garantire la compatibilità dei pallet con i sistemi automatizzati di ricevimento, stoccaggio e depallettizzazione.

La guida definisce requisiti relativi a:

  • dimensioni e qualità dei pallet;
  • altezza e peso dei carichi;
  • sporgenza dei prodotti;
  • stabilità degli strati;
  • sistemi di fissaggio del carico;
  • fogli interfalda per pallet;
  • caratteristiche degli imballaggi.

Queste raccomandazioni sono diventate il punto di riferimento in numerosi centri logistici automatizzati in Europa.

4- Il paradosso dei fogli interfalda antiscivolo

Per migliorare la stabilità dei pallet durante il trasporto, molti produttori utilizzano fogli interfalda antiscivolo.

La loro efficacia è ampiamente riconosciuta:

  • riduzione dei movimenti del carico;
  • diminuzione dei danni durante il trasporto;
  • maggiore sicurezza;
  • riduzione dell’utilizzo di film estensibile e reggiatura.

Tuttavia, questi stessi fogli interfalda hanno a lungo suscitato preoccupazioni nei magazzini automatizzati.

La ragione è semplice: un foglio interfalda progettato in modo non adeguato può compromettere il processo di depallettizzazione.

I principali rischi individuati sono:

  • grammatura insufficiente;
  • scarsa planarità;
  • coefficiente di attrito eccessivo;
  • foglio interfalda incastrato tra gli imballaggi;
  • rigidità insufficiente durante le fasi di presa a vuoto.

In altre parole, un prodotto progettato per migliorare la stabilità del carico può trasformarsi in una fonte di malfunzionamenti se non è adatto ai vincoli dei robot di depallettizzazione.

5- Cosa raccomanda realmente GS1 riguardo ai fogli interfalda

Contrariamente a quanto si pensa, GS1 non vieta l’utilizzo dei fogli interfalda per pallet nell’automazione logistica.

Al contrario, li riconosce esplicitamente come uno strumento efficace per limitare lo scivolamento degli strati durante il trasporto.

La guida definisce tuttavia diversi criteri essenziali:

  • grammatura minima raccomandata di 120 g/m² per fogli interfalda in carta o cartone;
  • foglio interfalda piatto e costituito da un unico pezzo;
  • dimensioni adeguate allo strato senza superare quelle del pallet;
  • assenza di pieghe;
  • un solo foglio interfalda per ogni strato;
  • lo stesso tipo di foglio interfalda su tutto il pallet;
  • assenza di adesione agli imballaggi;
  • rigidità sufficiente per resistere ai sistemi di presa a vuoto.

La guida sottolinea inoltre un principio particolarmente significativo:

più il foglio interfalda è spesso e rigido, minore è il rischio di blocchi nei sistemi automatizzati.

6- La stabilità del pallet rimane il principale fattore di successo

Al di là del foglio interfalda, la qualità complessiva della pallettizzazione rimane determinante.

GS1 insiste in particolare su:

  • strati omogenei;
  • prodotti perfettamente allineati;
  • altezza uniforme;
  • sporgenza massima dei prodotti limitata a 50 mm;
  • pallet di qualità impeccabile;
  • superfici regolari che consentano una corretta lettura da parte dei sensori automatici.

L’esperienza sul campo dimostra inoltre che diversi parametri influenzano fortemente il successo della depallettizzazione:

  • lo schema di pallettizzazione;
  • la tipologia degli imballaggi;
  • l’altezza degli strati;
  • il livello di aspirazione del robot;
  • la qualità dei fogli interfalda utilizzati.

7- Un'opportunità per i produttori

La depallettizzazione non è più soltanto un tema logistico.

È diventata un elemento fondamentale del rapporto tra fornitori e distributori.

In alcuni centri automatizzati, il rispetto dei requisiti GS1 determina direttamente l’accettazione dei pallet e delle relative soluzioni di stabilizzazione.

Per i produttori che utilizzano fogli interfalda antiscivolo, la sfida non consiste più soltanto nel migliorare la stabilità durante il trasporto, ma anche nel dimostrare la compatibilità delle proprie soluzioni con i processi automatizzati dei clienti.

Stabulon, papier antiglisse

Le prove in condizioni reali, la collaborazione con i centri di distribuzione e il rispetto delle raccomandazioni GS1 diventano quindi passaggi indispensabili per garantire nel tempo l’affidabilità dei flussi logistici.

8- Quando i robot prendono in carico il pallet: l'esempio dei sistemi Körber

Per comprendere i vincoli imposti ai pallet moderni, è utile osservare il funzionamento delle apparecchiature di depallettizzazione impiegate nei grandi centri logistici.

Tra i principali operatori del settore figura Körber, specialista mondiale nelle soluzioni di automazione logistica. Il suo sistema Layer Picker è oggi installato in centinaia di magazzini in tutto il mondo per automatizzare le operazioni di depallettizzazione e preparazione degli ordini.

Il principio è semplice: invece di affidare a un operatore la rimozione manuale delle scatole, il robot preleva un intero strato di prodotti, rimuove gli eventuali fogli interfalda, separa i colli singolarmente e li indirizza automaticamente verso le aree di preparazione degli ordini. Questo approccio consente di aumentare la produttività riducendo al tempo stesso i costi di movimentazione e il rischio di disturbi muscoloscheletrici.

I sistemi più avanzati combinano diversi moduli:

  • prelievo di strati completi (layer picking);
  • rimozione automatica dei fogli interfalda;
  • separazione dei colli;
  • rotazione o orientamento degli imballaggi;
  • caricamento automatico su contenitori o vassoi logistici.

Körber afferma che la propria tecnologia è in grado di trattare fino al 98% dei formati di imballaggio presenti nella grande distribuzione alimentare grazie a una combinazione brevettata di presa a vuoto e serraggio meccanico.

Questo livello di automazione spiega perché oggi i centri logistici impongano requisiti rigorosi riguardo a:

  • qualità dei pallet;
  • uniformità degli strati;
  • dimensioni dei colli;
  • sporgenza del carico;
  • rigidità degli imballaggi;
  • caratteristiche dei fogli interfalda per pallet.

Un foglio interfalda strappato, troppo flessibile o aderente alle scatole può provocare un fermo linea. Allo stesso modo, un pallet instabile o un imballaggio deformabile possono impedire al robot di prelevare correttamente un intero strato.

Proprio per rispondere a questi requisiti, la guida GS1 ha definito raccomandazioni dettagliate sulla progettazione dei pallet, degli imballaggi e dei fogli interfalda destinati ai centri di distribuzione automatizzati.

Conclusioni

L’automazione dei centri logistici sta trasformando profondamente le regole della pallettizzazione.

I fogli interfalda per pallet non sono più semplici strumenti di stabilizzazione del carico durante il trasporto: oggi rappresentano componenti essenziali dei processi automatizzati di depallettizzazione.

Se correttamente progettati e conformi alle raccomandazioni GS1, consentono di conciliare due obiettivi spesso considerati incompatibili: garantire la massima stabilità durante il trasporto e assicurare al tempo stesso una depallettizzazione rapida, affidabile e completamente automatizzata.

In un contesto in cui ogni fermo linea comporta costi significativi, padroneggiare questo equilibrio rappresenta un autentico vantaggio competitivo.

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